Rifondazione Comunista: News

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News
 
Sinistra: Ferrero, inizia costruzione alternativa politica
Luglio 18, 2009
 

(articolo tratto da aprileonline.it)

 

Si è conclusa a Roma l’assemblea che ha dato l’avvio alla Federazione della Sinistra promossa da Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Socialismo 2000. “La sfida è riuscire a costruire un nuovo modo di stare insieme, per evitare che il 5% di cose che non condividiamo ci obblighino a rompere, come è stato in passato”. Lo ha detto il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, nel discorso con cui ha salutato l’avvio del processo costituente di una Federazione della sinistra alternativa, insieme al Pdci, a Socialismo 2000 e ad associazioni della società civile

E’ nata oggi a Roma la Federazione della Sinistra promossa da Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani e Socialismo 2000. Con gli interventi di Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero si è infatti concluso il processo che ha portato all’ultimo tentativo di aggregazione a livello nazionale del nuovo soggetto. Il processo costituente locale partirà a settembre attraverso assemblee sui territori, sul modello di quella che si è svolta oggi a Roma. L’approdo finale sarà un appuntamento a fine ottobre che segnerà la nascita definitiva della Federazione

Nel suo intervento, che ha concluso l’assemblea, il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero ha sottolineato che “oggi si apre il processo di costruzione della Federazione di sinistra di alternativa. C’è una proposta unitaria che si rivolge a tutti gli uomini e le donne che si sentono a sinistra del Pd”. La sfida, ha spiegato Ferrero, “è riuscire a costruire un nuovo modo di stare insieme, per evitare che il 5% di cose che non condividiamo ci obblighino a rompere, come è stato in passato”.
Ferrero, poi, si è detto convinto che la Federazione sia la forma migliore per mettere insieme la sinistra anticapitalista, “le cui diversità - ha spiegato - non sono un impedimento ad un processo unitario’. Il segretario del Prc ha quindi indicato come primo obiettivo la “ricostruzione di un’opposizione sociale e politica”. Rispetto a Sinistra e Libertà che non condivide l’idea di essere solo ‘la sinistra del Pd’ ma di puntare piuttosto a conquistare una propria autonomia e ad essere vera ‘alternativa’.
Il processo costituente partirà a settembre attraverso assemblee sui territori, sul modello di quella che si e’ svolta oggi a Roma. L’approdo finale sarà un appuntamento a fine ottobre che segnerà la nascita della Federazione.

Per il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, “era ora: torniamo insieme. “Rivendichiamo la nostra storia: io sono comunista - ha detto Diliberto - ma la Federazione non è una operazione nostalgica. E’ piuttosto una iconoclasta rivisitazione di tutte le nostre categorie di analisi e proposta politica: un giovane non deve essere comunista o anticapitalista come lo siamo stati noi”. Il segretario del Pdci ha anche sottolineato che personalmente considera la Federazione “non un evento contingente, ma neanche l’approdo finale: deve essere una tappa verso un partito unitario della sinistra”.

All’iniziativa, che ha visto la partecipazione di militanti di Rifondazione, Comunisti Italiani e Socialismo 2000 insieme a rappresentanti di numerosi movimenti sono intervenuti Roberto Musacchio di Sinistra e Libertà, Vincenzo Vita del Pd e Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori.

Sinistra: Ferrero, inizia costruzione alternativa politica
Luglio 18, 2009
 

(articolo tratto da aprileonline.it)

 

Si è conclusa a Roma l’assemblea che ha dato l’avvio alla Federazione della Sinistra promossa da Rifondazione Comunista, Comunisti Italiani e Socialismo 2000. “La sfida è riuscire a costruire un nuovo modo di stare insieme, per evitare che il 5% di cose che non condividiamo ci obblighino a rompere, come è stato in passato”. Lo ha detto il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, nel discorso con cui ha salutato l’avvio del processo costituente di una Federazione della sinistra alternativa, insieme al Pdci, a Socialismo 2000 e ad associazioni della società civile

E’ nata oggi a Roma la Federazione della Sinistra promossa da Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani e Socialismo 2000. Con gli interventi di Oliviero Diliberto e Paolo Ferrero si è infatti concluso il processo che ha portato all’ultimo tentativo di aggregazione a livello nazionale del nuovo soggetto. Il processo costituente locale partirà a settembre attraverso assemblee sui territori, sul modello di quella che si è svolta oggi a Roma. L’approdo finale sarà un appuntamento a fine ottobre che segnerà la nascita definitiva della Federazione

Nel suo intervento, che ha concluso l’assemblea, il segretario di Rifondazione Comunista Paolo Ferrero ha sottolineato che “oggi si apre il processo di costruzione della Federazione di sinistra di alternativa. C’è una proposta unitaria che si rivolge a tutti gli uomini e le donne che si sentono a sinistra del Pd”. La sfida, ha spiegato Ferrero, “è riuscire a costruire un nuovo modo di stare insieme, per evitare che il 5% di cose che non condividiamo ci obblighino a rompere, come è stato in passato”.
Ferrero, poi, si è detto convinto che la Federazione sia la forma migliore per mettere insieme la sinistra anticapitalista, “le cui diversità - ha spiegato - non sono un impedimento ad un processo unitario’. Il segretario del Prc ha quindi indicato come primo obiettivo la “ricostruzione di un’opposizione sociale e politica”. Rispetto a Sinistra e Libertà che non condivide l’idea di essere solo ‘la sinistra del Pd’ ma di puntare piuttosto a conquistare una propria autonomia e ad essere vera ‘alternativa’.
Il processo costituente partirà a settembre attraverso assemblee sui territori, sul modello di quella che si e’ svolta oggi a Roma. L’approdo finale sarà un appuntamento a fine ottobre che segnerà la nascita della Federazione.

Per il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, “era ora: torniamo insieme. “Rivendichiamo la nostra storia: io sono comunista - ha detto Diliberto - ma la Federazione non è una operazione nostalgica. E’ piuttosto una iconoclasta rivisitazione di tutte le nostre categorie di analisi e proposta politica: un giovane non deve essere comunista o anticapitalista come lo siamo stati noi”. Il segretario del Pdci ha anche sottolineato che personalmente considera la Federazione “non un evento contingente, ma neanche l’approdo finale: deve essere una tappa verso un partito unitario della sinistra”.

All’iniziativa, che ha visto la partecipazione di militanti di Rifondazione, Comunisti Italiani e Socialismo 2000 insieme a rappresentanti di numerosi movimenti sono intervenuti Roberto Musacchio di Sinistra e Libertà, Vincenzo Vita del Pd e Marco Ferrando del Partito Comunista dei Lavoratori.

RIFONDAZIONE HA DECISO COME PRESENTARSI ALLE EUROPEE. ODG DELLA DIREZIONE NAZIONALE

 

Odg della Direzione nazionale dell'11.2.2009 

Le prossime elezioni europee avvengono proprio mentre è evidente, in tutto il mondo, il fallimento del modello del capitalismo globalizzato. Siamo di fronte ad una crisi di carattere sistemico, non solo economica e finanziaria, ma sociale, alimentare, energetica, ambientale, che sta scuotendo l’intero pianeta. La crisi della globalizzazione capitalista conferma la scelta riaffermata al Congresso di Chianciano del PRC , ovvero quella del  rilancio del progetto strategico della rifondazione comunista e di ripresa del percorso cominciato a Genova e proseguito con la grande esperienza partecipativa dei Social Forum, quello della sua internità al movimento mondiale contro la globalizzazione capitalistica e la crisi economica che questa ha prodotto.

 
In Europa ciò richiede il rafforzamento dell’unità della sinistra antiliberista, anticapitalista e delle forze comuniste, sia nell’ambito del Partito della Sinistra Europea sia in quello del Gruppo Parlamentare Europeo della Sinistra Unitaria Europea-Sinistra Verde Nordica. L’Europa di Maastricht mostra oggi tutti i limiti di una costruzione fondata sul primato del mercato sulla democrazia, sul dogma monetarista che ha imposto politiche finanziarie ed economiche che hanno prodotto aumento delle disuguaglianze, privatizzazioni dei servizi pubblici e controriforme dei sistemi di welfare su tutto il continente, congiuntamente alla precarizzazione del lavoro, alla deregolamentazione dei mercati e alla discriminazione dei migranti. Una discriminazione che si è tradotta nell’accentuarsi della guerra tra poveri, nel perpetuarsi di condizioni di subalternità giuridica nell’accesso ai diritti di cittadinanza reale, nell’approvazione di vere e proprie “leggi razziali”.
Quest’Europa è quella che viene confermata dai contenuti del Trattato di Lisbona e contro cui si sono espressi i popoli europei che hanno potuto pronunciarsi. Neoliberista e allo stesso tempo ademocratica. Un’ Europa a misura delle banche e non dei popoli. Dove il potere è sempre di più nei governi e sempre meno in assemblee democraticamente elette.  Un’Europa che è stata fin qui subalterna alla Nato e complice della guerra preventiva, incapace di proporre una politica di pace e di disarmo.
Questa Europa si è retta su una grande coalizione, formata dai più grandi partiti europei, in primis popolari e socialisti, che sono responsabili di queste politiche liberiste e che hanno praticato una costruzione mercantile e non politica dell’Europa. E’ dunque necessario contrastare fortemente questa grande coalizione e costruire l’alternativa alla lunga stagione del neoliberismo.
La Direzione Nazionale decide quindi di dar vita ad un percorso di costruzione della lista in vista delle elezioni europee, aperto e in relazione con i soggetti e le forze del movimento altermondialista, anticapitalista, comunista, femminista, LGBTQ, ambientalista, sindacale. Sulla base del Documento Congressuale, la Direzione nazionale decide pertanto di promuovere una lista da presentare alle prossime elezioni europee che, partendo dalla presentazione del simbolo di Rifondazione Comunista-SE, condivida la scelta di appartenenza al GUE-NGL,  unisca tutte le forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti alternativi al progetto di Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e militarista dell’ Unione Europea.
La proposta che avanziamo è quella di una lista, che si ponga l’obiettivo di rovesciare queste politiche economiche e sociali antipopolari, che hanno prodotto la crisi, a partire dal programma elaborato dal Partito della Sinistra Europea. Con un percorso partecipato, vogliamo quindi costruire, riconoscendo la non autosufficienza di Rifondazione Comunista, una lista che sia un concreto segnale di unità della sinistra di alternativa; lista di cui siano protagonisti tutti i soggetti che stanno pagando la crisi e tutti i movimenti che si stanno battendo contro le politiche neoliberiste che l’hanno causata: lavoratori, precari, donne, giovani, studenti, pensionati e migranti. Una lista che faccia sue le ragioni di chi in questi anni e in questi mesi sta lottando, nella scuola e nei luoghi di lavoro, per la giustizia sociale e la libertà femminile, che sappia opporsi al razzismo e all’offensiva clericale del Vaticano. Che si batta per un intervento pubblico finalizzato alla riconversione sociale e ambientale dell’economia, per la redistribuzione del reddito, contro la guerra, le spese militari e per il disarmo europeo. Una proposta che rivolgiamo ai tanti e alle tante che da Genova in poi hanno animato l’esperienza dei Fori sociali e che hanno contribuito a dare gambe e sostanza all’idea di un’altra Europa possibile.
Una lista da costruire attraverso una grande partecipazione di tutti coloro che decideranno di farne parte e di sostenerla, al fine di unire e consolidare le forze che in Europa si battono per una uscita da sinistra dalla crisi, per un’alternativa al liberismo e alle fallimentari politiche della grande coalizione fra popolari e socialisti europei. Una lista per un’altra Europa possibile: dell’uguaglianza, della pace, della giustizia sociale ed ambientale , dei diritti e delle libertà.  
In questa prospettiva è necessario sviluppare il massimo di iniziativa per evidenziare il percorso politico e di lotta per l’altra Europa, sostenendo e partecipando alle iniziative di movimento già in cantiere e decise dal forum Sociale di Belem, fra le quali il 28 marzo a Londra contro il G20, il 4 aprile a Strasburgo contro la NATO, l’8-10 luglio in Sardegna contro il G8.

Approvato con 3 astensioni



Clicca qui per Articolo di Paolo Ferrero del 12 febbraio uscito su EPolis in merito alle Europee

CAMPAGNA DI SOSTEGNO AI PENDOLARI DEI TRENI
a tutte le federazioni PRC Veneto

Car*
Come sapete il nuovo orario di trenitalia per il 2009, entrato in vigore a metà dicembre 2008, ha portato moltissimi disagi tra i pendolari dei treni soprattutto del nord Italia. Il nuovo orario ha coinciso con l’inaugurazione della TAV - Alta Velocità che ha rivelato la strategia di trenitalia: puntare tutto sull’alta velocità a scapito dei pendolari. Per quanto riguarda il Veneto sono stati soppressi alcuni treni regionali ed intercity, alcune corse sono state sostituite da autobus, alcune fermate sono state soppresse, in compenso sono stati inserite 20 coppie al giorno di EurostarCity sull’asse Venezia-Milano (via Padova-Verona), eliminando gli intercity e 12 coppie di Eurostar sul percorso Venezia-Roma (via Padova-Bologna).  
Anche se l’assessore regionale Chisso continua ad attaccare l’azienda quotidianamente nei giornali, buona parte di colpa dello stato dei treni regionali è proprio della Regione Veneto che è responsabile del servizio regionale che ha appaltato a trenitalia a seguito di un bando di gara del 2005.
 
Piobbichi del dipartimento radicamento sociale del partito e Gaddi del dipartimento del Nord hanno lanciato una campagna di sostegno ai pendolari che sta coinvolgendo tutte le regioni del nord. è stato creato anche un sito ecco il link: http://www.piutrenimenotav.org/
 
Anche come Veneto il PRC si impegna a promuovere questa campagna di mobilitazione.
 
In allegato trovate il volantino che da domani sarà diffuso nelle stazioni della provincia di Venezia che serve anche a promuovere un primo presidio di protesta organizzato dai pendolari per lunedì mattina davanti alla sede regionale di trenitalia.
Trovate anche la locandina e la mozione che è stata presentata in consiglio regionale.
A breve saranno pronti anche degli adesivi da attaccare sui treni, sulle stazioni…
 
Vi invitiamo a sistemare secondo le vostre esigenze il materiale che vi inviamo e promuovere volantinaggi nelle stazioni e presidi davanti alle stazioni.
Venerdì è previsto per alcune ore anche uno sciopero dei treni (dalle 9.00 alle 17.00).
 
Un caro saluto
 
 
IL SUCCESSO DELLE "100 PIAZZE" CONTRO IL CAROVITA
di Tommaso Vaccaro da dazebao.org  

Grande successo per la giornata di mobilitazione contro il carovita, organizzata dal Prc. I tanti banchetti dislocati in oltre 300 piazze italiane (più di quante si era previsto inizialmente), molte delle quali in aree periferiche e popolari delle città, hanno raggiunto infatti un importante obbiettivo: oltre 10mila chili di pane (ad 1 euro/kg ) venduti in poco meno di due ore. Il partito della Rifondazione Comunista è tornata in strada, dopo la grande manifestazione dell’11 ottobre scorso, per portare avanti la propria battaglia di quest’autunno di crisi globale, per un aumento degli stipendi e delle pensioni, per la riduzione dei mutui sulla prima casa ed un controllo dei prezzi, in una fase in cui la speculazione finanziaria determina pesantemente il costo dei beni di prima necessità.
Nei giorni scorsi il segretario Paolo Ferrero aveva sottolineato come l’iniziativa del Prc non fosse in alcun modo volta a sabotare la manifestazione organizzata dal Pd, al quale anzi Ferrero a oggi rivolto nuovamente i propri auguri di buona riuscita. Il segretario aveva però sottolineato la necessità di convocare una mobilitazione delle sinistra non solo contro il governo, “ma anche contro i padroni e – quando serve – contro le politiche vaticane”.
E la risposta delle piazze italiane è stata consistente. Così come grande è stato il successo dei banchetti per la vendita del pane ad 1euro soprattutto nei quartieri popolari. “Molto interessante anche i risultati conseguiti al Nord Italia, soprattutto in Veneto, dove mentre noi distribuiamo con i gruppi d’acquisto popolare il pane a quella cifra, nei forni o nei supermercati lo si trova addirittura ad un prezzo che va’ dai 4 ai 7 euro al kg”, ci dice Francesco Piobbichi del dipartimento Partito Sociale del Prc. “Una bella risposta anche della militanza del partito, ma non solo – continua Piobbichi – perché con noi a volantinare e distribuire il pane c’erano anche realtà come Action e a Roma anche molti militanti di Sinistra democratica”.
Rassegna stampa manifestazione 11 ottobre
rassegna stampa a cura di conques - padova conques@email.it

clicca qui

intervista a Ferrero - dall'Unità del 13 ottobre

 

http://www.radioradicale.it/scheda/264232
comizio di chiusura della manifestazione nazionale "L'opposizione è nelle nostre mani", Roma 11 ottobre 2008
TORNA NELLE PIAZZE UN'OPPOSIZIONE DAVVERO DI SINISTRA

di Paolo Ferrero

L’11 ottobre, la sinistra d’opposizione
torna in piazza contro il governo Berlusconi e contro Confindustria. Inoltre, si impegna nella raccolta firme contro il lodo Alfano (meglio e più corretto sarebbe dire contro la “legge” Alfano, visto che di lodo ha davvero poco), al fianco di altre forze politiche, dall’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro ai Democratici di Parisi per dire “no” a una legge che ha un profondo significato “castale”: è fatta, cioè, per difendere e salvaguardare una casta, quella di Berlusconi e dei suoi sodali. Una vera legge-vergogna contro cui è giusto battersi.

 Per alcuni troppi, mesi dopo la sconfitta elettorale, anche a causa di congressi difficili e dolorosi, siamo rimasti all'angolo, come un pugile suonato. Ora, a partire dall’11 ottobre, la ritirata è finita. Questo sabato saremo in piazza, a Roma, contro il governo e la Confindustria e contestualmente cominceremo la raccolta firme contro quella legge di casta che è il lodo Alfano. Anche in questo modo cercheremo di dimostrare che il governo Berlusconi non ha tutto il consenso di cui si vanta.

Il vero scandalo non è, a mio modesto parere, che il governo Berlusconi governi. E’ già accaduto, come tutti sanno, nel ’94 e nel 2001. Il vero scandalo è che oggi non è più in campo un’opposizione degna di questo nome. Quella del Pd è, al di là delle parole e delle dichiarazioni di questi giorni, una non-opposizione. Né fare opposizione sui temi della democrazia e della legalità, come fa Di Pietro, ci può bastare, anche se è importante. Entrambe queste opposizioni se la prendono solo e soltanto con Berlusconi e con le destre al governo, mai con Confindustria e con le sue politiche sociali ed economiche, ma è proprio Confindustria il vero e principale ispiratore e suggeritore di Berlusconi.

Dobbiamo invece dare vita
e mettere in campo, a partire dall’11 ottobre, a un’opposizione davvero “di sinistra”: contro il governo, contro Confindustria, contro tutti i poteri forti (Vaticano, banche e banchieri, speculatori e finanzieri d’assalto) del Paese. Ecco perché è dall’11 ottobre che può partire (e, ne sono certo, partirà) una dura e seria opposizione di sinistra.

Il cui fine non è la sommatoria tra ceti politici, ma l’idea di fare opposizione dal basso, a sinistra, in difesa soprattutto dei ceti popolari, senza difese di fronte a una crisi economica e finanziaria mondiale dalle proporzioni devastanti. Ecco perché anche un’idea di alternativa di società e di politiche da mettere in campo non può che ripartire da qui, dai bisogni reali e concreti della gente, contro i disastri di un liberismo economico che, come è sempre più evidente, fa acqua da tutte le parti e viene sconfessato anche dai suoi araldi.

Da qui può e deve ripartire anche un coordinamento di tutte le tante e diverse opposizioni oggi in campo, nel campo della sinistra, e non dai ceti politici, le cui sommatorie portano solo ai disastri elettorali che ben conosciamo. Un coordinamento delle opposizioni – politiche, sociali, culturali - questa è la proposta che avanziamo a tutti e a tutte, a partire dall’11 ottobre. Dove vi aspettiamo in tante e tanti per dire che, davvero, “il tempo della ritirata è finito”. Io ci credo, spero saremo in tanti e tante, a dirlo ad alta voce al governo Berlusconi e a Confindustria. L’opposizione torna in piazza.

 

Roma, Ottobre 2008 

SCRUTINIO TERMINATO: HANNO VOTATO 24.094 VICENTINI
Lo scrutinio della consultazione popolare sul futuro dell’aeroporto Dal Molin è terminato da pochi minuti; hanno partecipato 24.094 cittadini pari al 28,56% degli aventi diritto al voto. Di questi, 23.050 voti espressi, pari al 95,66%, sono sì, ovvero voti favorevoli all’acquisizione, da parte del Comune di Vicenza, dell’area del Dal Molin; 906 voti sono no, pari al 3,76% dei voti espressi. Le schede bianche sono 92 (0,11%), quelle nulle 46 (0,05%).
 
La consultazione popolare organizzata dal comitato che raggruppa tutte le realtà contrarie alla realizzazione della nuova installazione militare statunitense, dunque, ha coinvolto migliaia di vicentini che, in questo modo, hanno risposto all’atto di dispotismo del Consiglio di Stato il quale, appiattendosi sui desideri del Governo, aveva annullato il referendum ufficiale promosso dall’Amministrazione comunale.
 
I seggi sono stati aperti dall 8.00 alle 21.00 grazie alla presenza di centinaia di volontari; lo spoglio, effettuato da un comitato di garanti, è stato ultimato presso il Media Center di Piazza Castello sotto gli occhi di centinaia di cittadini.

MOBILITIAMOCI
Lettera del segretario nazionale del Prc Paolo Ferrero a tutti i segretari provinciali e regionali

 

Ai/alle segretari/e regionali e provinciali

Care compagne e cari compagni,

Vi chiedo il massimo impegno nel costruire in questa settimana iniziative contro la proposta di legge elettorale per il Parlamento Europeo avanzata da  Berlusconi e dalla maggioranza che lo sostiene. Si tratta di organizzare volantinaggi in particolare sotto le sedi dei partiti del centro destra, con conferenze stampe in ogni città che denuncino la gravità di quella proposta, a partire da giovedì e venerdì.

Va fatto emergere che con l’abolizione delle preferenze si vuole consegnare ogni decisione sulla scelta dei nostri rappresentanti in Europa, nelle mani di pochissime persone, espropriando i cittadini di ogni potere.

E che attraverso lo sbarramento del 5% si cerca di escludere Rifondazione Comunista e la sinistra dalle istituzioni europee. Coerentemente con le scelte gravemente antisociali che il governo sta sostenendo in sede europea.

Vanno evidenziati e denunciati  con forza entrambi questi aspetti.

Far sentire la nostra voce è essenziale per poter avere un qualche peso nella discussione in corso, per far in modo che chi ha ancora a cuore la democrazia prenda parola, per incalzare i partiti dell’opposizione parlamentare a contrastare le scelte del centro destra. Ed è essenziale farlo ora, prima che la discussione si chiuda.

L’impegno su questo versante non è ovviamente alternativo a quello che dovremo sviluppare da subito per la riuscita della manifestazione dell’11 ottobre, costruendo comitati unitari in ogni luogo possibile. Come non è alternativo alle iniziative che dovremo essere in grado di sviluppare su tutti i terreni su cui il governo sta producendo la propria offensiva, dai diritti del lavoro, alla scuola, all’ambiente, al razzismo, in coerenza con i contenuti dell’assemblea nazionale di domenica scorsa. Ed all’impegno particolare che dovremo mettere nella costruzione di iniziative e vertenze locali sul carovita, che colpisce in maniera crescente e drammatica tante persone. Su tutti questi terreni stiamo anzi lavorando per produrre e mettere a disposizione materiali,  per socializzare le esperienze e le iniziative di territori e realtà diverse.

La ricostruzione dell’opposizione, dell’utilità sociale della sinistra, come sempre, va di pari passo con la difesa degli spazi di agibilità democratica.
 
Fraterni saluti,

Paolo Ferrero
 
I fatti di Bussolengo di Elena Carradori
Il giorno 12 settembre 2008 una delegazione di Rifondazione Comunista del Veneto composta da Pietrangelo Pettenò (consigliere regionale PRC), Fiorenzo Fasoli (segretario provinciale PRC di Verona), Elena Carradori (gruppo consiliare PRC in Regione), si è recata presso il Carcere di Verona per visitare 3 persone italiane di etnia rom accusate di resistenza a pubblico ufficiale. I tre accusati sono i coniugi Angelo e Sonia Campos ed il loro parente Dennis Rossetto.
 
Come premessa è necessario chiarire che i coniugi Angelo e Sonia sono stati separati dal momento dei fatti avvenuti tra venerdì 5 e sabato 6 settembre, essendo lei detenuta nella sezione femminile mentre i due uomini nella sezione maschile; la visita della delegazione di Rifondazione Comunista si è consumata quindi in due momenti diversi, prima nella sezione maschile e successivamente in quella femminile. Nel raccontare i fatti le due versioni non si sono mai contraddette, sono state ambedue lucide, precise e ricche di particolari che coincidono perfettamente.
 
Il fatto si è consumato a Bussolengo, paese leghista in provincia di Verona.
Tre famiglie rom, i Campos con 4 dei loro 5 figli, il fratello di Angelo con la sua famiglia, il cugino Denis Rossetto, si sono fermati il giorno 5 settembre con le loro roulotte in un parcheggio pubblico di Bussolengo per una breve sosta e per mangiare un panino, prima di ripartire alla volta di Brescia, località dove erano diretti.
Due vigili si sono subito avvicinati per chiedere se e quanto si sarebbero fermati. Avvisati che la sosta sarebbe durata il tempo di un panino, i vigili hanno riferito loro che avrebbero chiamato qualcun altro per mandarli via.
Dopo poco è arrivata una pattuglia di carabinieri.
Hanno intimato ai presenti di andarsene immediatamente e di far sparire “quella spazzatura” (il pane e gli affettati appena comprati) calciando il cibo. Hanno iniziato a volare altre offese ed anche schiaffi e pugni. I rom cercato di chiamare il 113 ma i carabinieri hanno preso loro tutti i cellulari e distrutti davanti i loro occhi. I pestaggi sono avvenuti per lo più all’interno delle roulotte per evitare testimoni esterni.
Le tre famiglie hanno cercato di scappare con le loro roulotte ma sono stati bloccati e portati in Caserma a Bussolengo. Sono rimasti al parcheggio da soli i bambini più piccoli, raggiunti successivamente dal figlio più grande dei Campos, che arrivando presso il parcheggio con la sua famiglia, si è poi rivolto ai Carabinieri per avere notizie dei familiari ma è stato trattenuto in Caserma e picchiato anche lui.
 
In Caserma, i carabinieri, circa 5-6, con la mani coperte da guanti neri e con i manganelli, hanno picchiato, offeso, calciato. Nessun sconto per nessuno, ne per le donne, ne per i ragazzini di 15 e 17 anni.
I ragazzini sono stati separati dagli adulti e portati in differenti stanze. Sia gli adulti che i ragazzini hanno subito soprusi quali testa dentro l’acqua più e più volte, calci alle costole, manganellate sulla schiena, ingiurie ed offese quali “Hitler faceva bene ad ammazzarvi, anche noi vorremo usare i forni crematori con voi… vi ammazziamo tutti…”
 
Altre offese, ingiurie, torture, sono state volutamente omesse dai rom coinvolti, per la vergogna di ripetere certe parole.
 
Nel momento delle impronte digitali ad ogni sbaglio corrispondeva un pugno ai fianchi. Ad uno dei due ragazzini hanno schiacciato la faccia contro il tampone d’inchiostro.
 
I ragazzini sono stati rilasciati, mentre i tre adulti accusati di resistenza a pubblico ufficiale sono stati portati in un’altra caserma a Peschiera del Garda, dove sono stati trattati secondo la legge. Angelo Campos, quello più colpito dai pestaggi, è stato accompagnato dai carabinieri di Peschiera in ospedale considerata la sua condizione fisica che gli rendeva quasi impossibile muoversi e respirare.
All’ospedale però si sono ripresentati i carabinieri di Bussolengo che l’hanno prelevato da lì e riportato in Caserma a Bussolengo dove è stato ancora picchiato, offeso ed anche minacciato di ritorsioni verso i figli se provava ancora a rivolgersi ad un medico e/o raccontare quello che era successo.
 
La mattina successiva c’è stata la prima udienza del processo per direttissima. Angelo Campos, avendo passato la notte in caserma a Bussolengo, è stato accompagnato in tribunale da quegli stessi carabinieri coinvolti nei pestaggi. Durante il tragitto è stato disteso a terra, faccia schiacciata sul fondo della camionetta, con i carabinieri nell’abitacolo che tenevano i piedi sopra di lui.
 
Arrivati in tribunale ad Angelo, Sonia e Dennis, i carabinieri di Bussolengo hanno intimato di non riferire nulla di quello che era accaduto altrimenti avrebbero ucciso le loro famiglie. Nei corridoi sono stati nuovamente malmenati dai carabinieri, ma questa volta sotto lo sguardo di alcuni testimoni giunti lì per assistere all’udienza.
 
Durante la fase preliminare del processo è stata fissata l’udienza per martedì 16 settembre, in quell’occasione è stata formalizzata l’accusa davanti agli imputati: resistenza a pubblico ufficiale e tentativo di furto. Per furto l’accusa dei Carabinieri intende il tentativo della signora Sonia di sottrarre la pistola ad uno dei carabinieri. La signora Sonia ha negato di aver mai provato a fare una cosa del genere.
 
Le roulotte dei coniugi Campos e di Dennis Rossetto, rimaste incustodite nel parcheggio di Bussolengo, sono state completamente distrutte. Attualmente i figli dei Campos sono in custodia presso alcuni zii, sono pressoché irrintracciabili, evitano infatti contatti esterni per paura di ritorsioni.
 
 
 
 
 
 
 
 
INACCETTABILI LE VIOLENZE DELLA POLIZIA CONTRO NO DAL MOLIN
Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario del Prc

 

Sono del tutto inaccettabbili, gravi e ingiustificabili le molto pesanti cariche delle forze dell'ordine a Vicenza contro un sit-in dei comitati No Dal Molin alla base Usa. Evidentemente, il governo Berlusconi pensa di ricostruire un clima simile a quello genovese del 2001 contro chiunque dissenta dalle sue politiche.

Esprimo la mia piena solidarietà ai manifestanti del movimento No Dal Molin, la cui unica colpa è quella di chiedere che non venga fatto un allargamento della base militare Usa che la stessa maggior parte dei cittadini vicentini non vuole in nessun modo.


Roma, 6 Settembre 2008

--
Ufficio stampa Prc
 

 

APPUNTAMENTO UNITARIO PER LA SINISTRA
STIAMO LAVORANDO AD UNA MOBILITAZIONE UNITARIA DELLA SINISTRA, NON FAREMO GLI OSPITI ALLA MANIFESTAZIONE DEL PD
 
Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario del Prc 

 

Per sconfiggere Berlusconi e le politiche confindustriali è necessario costruire nel paese una opposizione di sinistra, che sappia cioè opporsi chiaramente alle politiche governative e prospettare una alternativa. La forza della destra infatti si nutre delle ambiguità di un Partito Democratico, molto confindustriale ed incapace di fare una opposizione chiara e di prospettare una alternativa al Berlusconismo.

Per questo non saremo ospiti alla manifestazione del partito Democratico il 25 ottobre, ma stiamo lavorando alla costruzione, dal basso, di  un appuntamento unitario della sinistra.

La lotta al carovita, alla precarietà, alle grandi opere, alle privatizzazioni dei servizi pubblici, alle politiche securitarie, così come la difesa dei contratti nazionali di lavoro, della scuola pubblica, dell'indipendenza della magistratura e della laicità dello stato sono i punti qualificanti della nostra proposta.

 

Roma, 4 Settembre 2008

 

Ufficio stampa Prc

PRIMO INCONTRO UFFICIALE DEL NEO SEGRETARIO PAOLO FERRERO IN VENETO
Intervista sulla "questione casa" a Sebastiano Bonzio - Consigliere Comunale PRC Venezia
1) Dopo tre anni dalla elezione di questa Giunta e dall’inizio della tua attività in Consiglio comunale che bilancio ti senti di fare sullo specifico tema delle politiche per la residenza a Venezia.

Penso di non affermare nulla di sconvolgente ed ingeneroso se parlo di un bilancio fortemente negativo. D´altro canto la somma dell’insipienza di questa Amministrazione è contenuta all’interno delle dichiarazioni dell’Assessora alla Casa Mara Rumiz che, di fronte al dramma di 2900 famiglie partecipanti al bando per l’assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica, ha avuto il coraggio di affermare che le assegnazioni sarebbero state una trentina. Una dichiarazione di impotenza ed inadeguatezza che si commenta da sola! Ma sul fronte abitativo sono tutti i numeri della Giunta Cacciari a formare la cifra di una débâcle: le centinaia di famiglie che, a fine 2007, si sono viste sottrarre, attraverso una norma regionale assurda, avvallata dal complice silenzio del Comune di Venezia, il contributo per gli affitti erogati con due anni di ritardo, le 600 sentenze di sfratto esecutivo pendenti, i 170 alloggi alienati per acquistarne 30, il costante aumento degli sfratti per morosità, le centinaia di alloggi comunali ed ATER lasciati vuoti. Soprattutto è drammatica l’assoluta ed incontrastata deregulation del mercato della locazione, particolarmente nella Città Storica ma non solo, sempre più esposto alle logiche predatorie del mercato, a fronte dell’assenza di un "mercato sociale" dell’affitto. Resta solo da domandarsi se si tratti di una disfatta oppure dell’apoteosi di un Sindaco e di una Giunta eletti grazie al sostegno di un blocco sociale ben preciso, all’interno del quale hanno un ruolo rilevante le lobbies della rendita immobiliare di tipo parassitario.

2) Sul fronte dell’emergenza casa va sempre più assumendo caratteri eccezionali il fenomeno degli sfratti per morosità, che proposte avanza su questo fronte il gruppo di Rifondazione Comunista

Quella degli sfratti per morosità rappresenta la vera e propria emergenza!
Va detto che, in materia, l’unico strumento concreto messo in atto dal Comune di Venezia negli  ultimi tre anni è frutto di una proposta del Gruppo consiliare di Rifondazione Comunista recepita dal Consiglio Comunale che, accogliendo un nostro emendamento, ha incrementato di centomila euro i contributi per il sostegno abitativo allo scopo di "dotare l'Amministrazione di uno strumento e di relative risorse economiche ai fini della prevenzione del fenomeno della morosità indotta da impoverimento con particolare attenzione alle spese dovute ai così detti oneri accessori".
Non solo un semplice stanziamento di risorse ma l’introduzione di un principio: chi non riesce a far fronte al pagamento del canone di locazione a causa dell’oggettivo stato di impoverimento in cui versa, non solo non può essere criminalizzato ma, al contrario, ha il diritto all’assistenza ed al sostegno da parte dell’Amministrazione! Aiuto che nel 2007 si è concretizzato in 248 casi per più di 200.000 € di contributi.

3) Hai recentemente sostenuto e dato visibilità istituzionale al caso di un gruppo di donne e mamme veneziane che da anni occupano alloggi dell’Ater. Ci puoi riassumere questa vicenda e lo stato  attuale della loro situazione

Comincio con il dire che, personalmente, non sono tra quelli che difendono le occupazioni di alloggi "senza se e senza ma". Al contrario, specie quando esse si rivolgono verso il patrimonio residenziale pubblico, ritengo finiscano più che altro per trasformarsi in una foglia di fico, per politici e dirigenti dei Comuni e delle ATER, con le quali coprire la vergogna di un patrimonio residenziale pubblico utilizzato in modo criminoso, spesso vuoto da anni! Questa premessa mi sembra essenziale per inquadrare il disagio sociale che ha costretto queste venezianissime donne
e mamme ad occupare alcuni alloggi Ater a Venezia per assicurare una sistemazione dignitosa a loro ed ai loro figli. Alloggi che giacevano vuoti ed inutilizzati da anni, sottratti alla loro essenziale funzione sociale dall’inettitudine di chi li gestisce.
Un disagio che si è incrociato con le mille inefficienze della politica e della burocrazia veneziana di fronte alle quali, francamente, proprio non riesco a condannare un atto di forza che è frutto dell’esasperazione ed, in ultima istanza, di questa società dei diritti negati! Per questo ho ritenuto giusto sostenere una vertenza finalizzata all’apertura di un percorso, già calcato in passato, che faccia uscire dalla semi-legalità le donne occupanti per traghettarle, con gradualità, verso la stabilizzazione ed alla soddisfazione di un diritto essenziale qual è quello all’abitare.

4) La progettata costruzione del campo di via Vallenari ha scatenato le proteste dei residenti e la strumentalizzazione della destra più reazionaria. Lo slogan della manifestazione di An e Lega era: "case ai veneziani no al campo nomadi". Qual è il tuo giudizio sulla questione?

Lo slogan che hai citato è lo specchio della profonda ignoranza e malafede di quelle forze politiche. Ignoranza perché ignorano il fatto che i Sinti sono veneziani ed i termini reali del dramma abitativo che percorre il Comune di Venezia. Questo traspare anche dai dati sparati in libertà da Mazzonetto, il quale non sa (o finge di non sapere) che le case non sono sottratte né dai nomadi né dai migranti: semplicemente le case, a causa della citata, devastante, azione della giunta Cacciari e della lunga assenza di una politica governativa per la realizzazione di edilizia sociale degna di questo nome (assenza interrotta dall’ottimo operato di Paolo Ferrero come ministro alla Solidarietà Sociale, prima della caduta del Governo Prodi), non ci sono, per nessuno! Malafede perché mi devono spiegare come fanno a cavalcare la tigre dell’edilizia residenziale pubblica, contrapponendola al campo nomadi (che campo nomadi non è), loro che sono per l’alienazione totale della stessa.
Per quanto riguarda la vicenda del villaggio Sinti di via Vallenari, ritengo che ci siano forti responsabilità da parte di questa Amministrazione nel non averne adeguatamente accompagnato la realizzazione in quel territorio, mediando le contraddizioni e le possibili difficoltà culturali, fornendo risposte ai dubbi ed alle preoccupazioni. Con la sua condotta indolente la Giunta Cacciari ha spianato la strada, sopra un terreno delicato e friabile, alle strumentalizzazioni più bieche e destrorse. Ha reso possibile che si scatenasse la più classica delle tempeste in un bicchiere d'acqua. Io penso, per esempio, che alcuni (legittimi) timori relativi alla svalutazione del valore degli  immobili avrebbero potuto essere demoliti attraverso la semplice costruzione di adeguate forme di "risarcimento urbanistico". Anche sotto il profilo sociale e culturale si sarebbe potuto fare di più, attraverso il dialogo, lavorando a reali iniziative che promuovessero l'interculturalità, la reciproca conoscenza e l’integrazione. Ricordando che integrazione però non è assimilazione. Rrom e Sinti hanno storie, culture, lingue millenarie che devono essere riconosciute e trovare un loro spazio all’interno della società italiana.
Detto questo penso che oggi vada sostenuta la proposta di realizzare il villaggio Sinti di via Vallenari, un’opera che fornisce una prospettiva di oggettivo miglioramento di vita a quelle famiglie superando, così come richiesto dalle stesse organizzazioni maggiormente rappresentative di Rrom e Sinti, la logica ghettizzante del campo nomadi intesi come luoghi di segregazione, causa di disagio, emarginazione e criminalità. Il villaggio Sinti di via Vallenari è cosa ben diversa dai campi nomadi veicolati nell’immaginario collettivo dai principali canali mass mediatici, una nuova e più adeguata modalità residenziale. Solo chi non conosce il progetto o chi è in malafede può affermare il contrario
Comitati politici Federazioni provinciali Veneto - sostegno alle mozioni
Belluno - 06/06/2008
1°mozione: 6 - 85,7%
2°mozione: 0 -  0,0%
3°mozione: 0 - 0,0%
4°mozione: 1 - 14,2%
5°mozione: 0 - 0,0%
Vicenza - 26/05/2008
1°mozione: 7 - 25,9%
2°mozione: 0 - 0,0%
3°mozione: 19 - 70,4%
4°mozione: 1 - 3,7%
5°mozione: 0 - 0,0%

Treviso - 28/05/2008
1°mozione: 8 - 50,0%
2°mozione: 7 - 43,8%
3°mozione: 1 - 6,3%
4°mozione: 0 - 0,0%
5°mozione: 0 - 0,0%

Padova - 30/05/2008
1°mozione: 23 - 88,5%
2°mozione: 1 - 3,8%
3°mozione: 0 - 0,0%
4°mozione: 2 - 7,7%
5°mozione: 0 - 0,0%

Venezia - 30/5/2008
1°mozione: 48 - 64,9
2°mozione: 23 - 31,1%
3°mozione: 0 - 0,0%
4°mozione: 0 - 0,0%
5°mozione: 3 - 4,1%

Il comitato politico Federazione di Venezia sottoscrive i documenti congressuali

64.9% (48 SOTTOSCRITTORI) AL DOCUMENTO FERRERO GRASSI MANTOVANI - 31,1% (23 VOTI) DOC.VENDOLA - 4,1% (3 VOTI) AL DOC.FRANCO RUSSO

Nel Comitato Politico Federale di Venezia Venerdi scorso sono stati presentati i cinque documenti congressuali che animeranno nei prossimi giorni il dibattito nei Circoli del PRC, in vista del Congresso nazionale previsto a Chianciano dal 24 al 27 Luglio.
Al termine dell'illustrazione, i componenti del CPF hanno sottoscritto i documenti.
Alla mozione Ferrero Mantovani Grazzi, hanno aderito 48 compagne e compagni
al documento Vendola 23, 3 adesioni al documento Franco Russo.

Il comitato politico Federazione di Venezia sottoscrive i documenti congressuali

64.9% (48 SOTTOSCRITTORI) AL DOCUMENTO FERRERO GRASSI MANTOVANI - 31,1% (23 VOTI) DOC.VENDOLA - 4,1% (3 VOTI) AL DOC.FRANCO RUSSO

Nel Comitato Politico Federale di Venezia Venerdi scorso sono stati presentati i cinque documenti congressuali che animeranno nei prossimi giorni il dibattito nei Circoli del PRC, in vista del Congresso nazionale previsto a Chianciano dal 24 al 27 Luglio.
Al termine dell'illustrazione, i componenti del CPF hanno sottoscritto i documenti.
Alla mozione Ferrero Mantovani Grazzi, hanno aderito 48 compagne e compagni
al documento Vendola 23, 3 adesioni al documento Franco Russo.